Morti sul lavoro: perché ogni impresa dovrebbe assicurarsi

da | 17 Mag 2024

Gli ultimi casi di morti sul lavoro e in particolar modo i fatti di Casteldaccia devono indurre ad una approfondita riflessione, soprattutto chi opera nell’ambito dell’imprenditoria.

Le povere vittime erano dei lavoratori dipendenti per cui, in ogni caso, l’INAIL provvederà alle dovute provvidenze a favore dei familiari. Ma poniamo il caso che fossero stati dei lavoratori autonomi, non dipendenti quindi, privi di qualsiasi copertura assicurativa, chi avrebbe pensato alle loro famiglie?

È anche su questa eventualità che dobbiamo darci una risposta.

Ma torniamo al caso di Casteldaccia. Come detto, gli operai erano dipendenti di una ditta di manutenzione di impianti fognari che operava in appalto per conto della municipalizzata AMAP; diamo quindi per scontato che abbia avuto tutte le previste coperture (INAIL).

Il che significa che l’INAIL provvederà agli indennizzi a favore dei familiari delle vittime. Tuttavia la cosa non finisce qui, in quanto, come è ovvio che sia, saranno esperite delle indagini volte ad individuare eventuali responsabili. Responsabilità che, non vorremmo sbilanciarci, ma sembrerebbero abbastanza evidenti.

Infatti, nessuna delle vittime era munita delle apposite maschere protettive che vanno indossate laddove si deve operare in luoghi ad alto rischio, come quello in ispecie. Calandosi nei pozzetti della rete fognaria i predetti sono rimasti vittime delle esalazioni dell’idrogeno solforato, un gas killer provocato dalla fermentazione dei liquami. Questa terribile sostanza è altamente tossica e, se inalata, produce effetti letali in pochissimi secondi. Sembrerebbe, oltretutto, che qualcuna delle vittime fosse inquadrata solo per lavori esterni, quindi non abilitata a quel tipo di intervento.

Noi non vogliamo sostituirci agli investigatori ma, da quanto riferiscono i media, si delineano delle forti responsabilità.

E se è così cosa succederà? Succederà che qualcuno dovrà rispondere di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose gravi per i feriti, con tutte le conseguenze del caso.

Come detto in premessa, per i familiari delle vittime e per i feriti provvederà l’INAIL ma, se saranno individuati dei responsabili, la stessa esperirà azione di rivalsa nei loro confronti sino al totale recupero di quanto erogato e, considerato che parliamo di 4 morti e 2 feriti gravi, non saranno bruscolini ma cifre molto consistenti non alla portata di tutti.

Ne consegue che alla gravissima tragedia in termini umani, se ne aggiungerà un’altra di natura economica che potrebbe portare anche alla chiusura della Ditta incriminata.

Tuttavia c’è da sperare che la Ditta in questione sia provvista di una polizza di Responsabilità Civile Terzi con l’estensione delle garanzie anche alla RCO, ovvero la responsabilità civile verso gli operai. In questo caso, la Compagnia Assicuratrice si farebbe carico della rivalsa dell’INAIL, lasciando salvo il patrimonio della Ditta.

È, comunque, cosa assolutamente inconcepibile che, ancora oggi, ci siano tante imprese sprovviste di assicurazione e, possiamo confermarvelo, ce ne sono davvero tante.  Questo nonostante gli ultimi dati destino una certa impressione: nei primi tre mesi del 2024, 191 persone hanno perso la vita sul luogo di lavoro. More solito, è principalmente al Sud che si riscontrano queste gravi realtà e, in particolar modo, nel settore dell’edilizia dove il lavoro in nero rappresenta quasi una costante. Del resto la cronaca di tutti i giorni ce ne dà conferma. Noi, addetti ai lavori, tastiamo con mano l’alta percentuale di vero analfabetismo assicurativo, soprattutto nel settore dell’imprenditoria, quella piccola in particolare, che considera il costo di una polizza RCT/RCO dell’azienda, una spesa superflua. Poi, però, ovviamente, verranno smentiti al momento del sinistro rendendosi conto che detta polizza è tutt’altro che una spesa superflua ma, semmai, una provvidenziale risorsa.

I fatti citati dovrebbero, dunque, indurre chi svolge un’attività d’impresa, a pianificare un completo piano assicurativo a favore dei dipendenti. Ciò costituirebbe non soltanto un atto di dovuto rispetto verso i propri dipendenti ma, anche, un atto di protezione del proprio patrimonio che, in siffatte circostanze, verrebbe inevitabilmente attaccato. Si rifletta dunque!
Mimmo Inzerillo

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