Infortunio: cosa copre davvero la polizza?

da | 19 Feb 2026

Il termine INFORTUNIO ricorre spesso nelle cronache giornaliere. In ambito assicurativo l’INFORTUNIO viene così definito: evento fortuito, violento ed esterno che provoca lesioni fisiche obiettivamente constatabili che determina invalidità permanente, inabilità temporanea o morte.

Compresa l’esatta definizione di INFORTUNIO, riteniamo superfluo evidenziare quale sia l’importanza di una polizza infortuni, una copertura che chiunque di noi dovrebbe avere, specialmente chi è ancora in età lavorativa, prescindendo poi dai vantaggi fiscali (detraibile dall’IRPEF nella misura del 19% col limite di € 530).

Ciò premesso, vorremmo dare alcuni utili consigli a chi già possiede una polizza infortuni e a chi si accinge a sottoscriverla.

Come risaputo, le Compagnie di Assicurazione, nella stesura delle Condizioni Generali di Assicurazione, adottano un linguaggio tecnico di difficile comprensione, ostico per i non esperti, per cui, quando insorge un dubbio interpretativo, la prima cosa da fare è parlarne col proprio Agente e, eventualmente, prendere in considerazione l’estensione di specifiche coperture, aggiuntive a quelle base.

Allorquando si decide di stipulare una polizza Infortuni, a parte la comprensione dei termini tecnici adottati, va prestata molta attenzione alle ESCLUSIONI che le polizze possono prevedere.

Chiarito che stiamo parlando di eventi accidentali che derivano da comportamento a rischio dell’assicurato, vediamo di individuare quali di questi sono motivo di esclusione dalle garanzie.

Sono ESCLUSI:

  •  gli infortuni provocati volontariamente dall’assicurato, conseguenze di malattie preesistenti (ovvero non di origine traumatica), abuso di sostanze stupefacenti, alcol, psicofarmaci e allucinogeni
  • Infortuni provocati da attività specifiche o pratica di sport pericolosi, a meno che non siano esplicitamente inseriti nel contratto
  • Colpa grave, ovvero derivante da comportamento irresponsabile
  • Derivanti da Atti temerari o illegali
  • Da eventi bellici o parabellici o catastrofali (es. infortunio a seguito di terremoto o fatti consimili)

Quelli elencati, sono i casi in cui le coperture non sono operative, tuttavia, in fase di trattativa, è opportuno distinguere quali fatti sono del tutto esclusi e quali includibili. A titolo di esempio ne citiamo uno a caso,  il “danno estetico”. Il “danno estetico”, cioè quella cicatrice permanente facilmente visibile a distanza di conversazione, pur causata da un “evento violento esterno”, non è generalmente compreso nelle garanzie di base per cui, per includerlo, va richiamato in polizza, ricordando che la stessa, oltre che il danno estetico comprende, se previsto, anche il rimborso delle spese per gli interventi di chirurgia plastica ricostruttiva.

Un ultimo consiglio infine, tenendo conto della propria condizione (cioè se in età lavorativa o pensionati), ricordare che esistono 3 tariffe, quella per i rischi EXTRA PROFESSIONALI (v. pensionati o chi vuole assicurare solo i rischi extra lavoro e quindi più contenuta nei costi), quella per i soli RISCHI PROFESSIONALI (esclusi i rischi relativi alla vita quotidiana, di relazione), quella per i rischi PROFESSIONALI ed EXTRA PROFESSIONALI, versione, questa, che è la più consigliabile ma, come ovvio che sia, anche la più costosa.

Preso atto di quanto precede, si potrà, pertanto, procedere in tutta tranquillità a stipulare la polizza INFORTUNI, evidenziando l’importanza fondamentale per tutta una serie di ragioni, una su tutte la salvaguardia dell’assicurato dal punto di vista economico, tutelandolo per il mancato reddito derivante dall’evento.

Non va, infine, dimenticato che la numerosità e la pericolosità degli infortuni è più di quello che normalmente si crede; è stato accertato, infatti, che i più frequenti sono gli infortuni domestici e quelli del “fai da tè”, seguiti dagli incidenti stradali e dagli infortuni sul lavoro. Per quest’ultimi (infortuni sul lavoro), va detto che non tutti sono a conoscenza del fatto che le tutele degli Enti assistenziali sono proporzionali ai contributi versati ed all’anzianità, per cui non arrivano mai a tutelare l’intero reddito del contribuente; dunque stipulare una polizza infortuni, indipendentemente dall’attività svolta, è la più valida tutela per sé e per la famiglia.
Mimmo Inzerillo