In un mondo caratterizzato da continui capovolgimenti e crisi di varia natura come, ad esempio, quella energetica ed economica, porre delle basi ferme per fronteggiare tutto ciò, significa essere previdenti.
Una significativa parte della popolazione, ben consapevole degli effetti di questi sconvolgimenti globali ha ritenuto, a ragion veduta, di aderire ad un Fondo Pensione per “correggere” le incertezze del sistema previdenziale pubblico che non promette sonni tranquilli.
Al riguardo, informiamo chi non ne è a conoscenza, che detta adesione è possibile proseguirla anche dopo aver maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia, continuando ad effettuare i versamenti nel fondo purché sussista almeno un anno di contribuzione alla data del pensionamento.
Questa scelta consente, oltre che di incrementare ulteriormente il capitale, anche di continuare a dedurre fino ad € 5.164,57 annui e di godere di una tassazione agevolata sui rendimenti e sulle prestazioni future.
Analizziamo, ora, quali sono i vantaggi nel caso in cui si dovesse decidere di continuare i versamenti.
Innanzitutto viene incrementata la posizione del singolo e i versamenti restano deducibili dal reddito IRPEF, inoltre la ritenuta sulla pensione integrativa diminuisce dello 0,30% per ogni anno di permanenza oltre il quindicesimo ed è possibile lasciare il capitale nel Fondo senza proseguire i versamenti programmati.
Dunque i Fondi Pensione rappresentano, a tutti gli effetti, una opportunità di risparmio per chi ha raggiunto o superato l’età pensionabile ed anche se l’aderente, dopo il pensionamento, continua a svolgere un lavoro dipendente; in questo caso è richiesto permanere nel fondo almeno per un periodo minimo di 5 anni.
I vantaggi per chi sceglie di continuare a versare contributi al fondo dopo il pensionamento o, anche, per chi continua a lavorare dopo lo stesso, sono costituiti, come detto, dalla possibilità di dedurre fiscalmente i contributi versati sino al limite di € 5.164,57 annui consentendo, così, di abbattere il reddito imponibile e versare, di conseguenza, minori imposte (Es.: reddito imponibile € 30.000 aliquota 35% – deducendo € 5.164,57= € 24.835,43 ed automatico passaggio all’aliquota 23%).
Questi benefici valgono anche per i giovani, tanto che l’ultima legge di bilancio aveva previsto un contributo dello Stato per i nuovi nati, iniziativa che poi, però, non è andata a buon fine per mancanza di adeguata copertura economica.
È evidente che in un paese come il nostro, caratterizzato da un rapido invecchiamento della popolazione, l’ingresso di giovani in percorsi di pianificazione previdenziale rappresenti un tema di grande attenzione. Al riguardo si tenga presente che i giovani, per via dell’attuale sistema previdenziale pubblico basato esclusivamente sul calcolo contributivo, sono i più penalizzati ma, nel contempo, sono anche i più avvantaggiati dalla capitalizzazione degli interessi su più anni e di una minore tassazione alla liquidazione.
Sul tema, esistono già, a livello regionale, le prime esperienze di bonus previdenziale per i minori.
Il Trentino Alto Adige è stato il precursore di questa iniziativa prevedendo un contributo di € 300 alla nascita che viene versato direttamente nella posizione previdenziale alla quale viene iscritto il minore. Poi, se la famiglia versa almeno € 100 annui nella posizione previdenziale del minore, tale contributo della Regione verrà erogato per i 4 anni successivi, per ulteriori € 200 annui.
Analoga iniziativa è stata promossa anche dalla Regione Friuli Venezia Giulia, per cui è ragionevole pensare che, nel tempo, sarà adottata anche da altre Regioni data la pregevole finalità sociale.
Un altro particolare degno di nota è che l’apertura di una posizione previdenziale per il minore potrà, poi, essere ulteriormente alimentata allorquando lo stesso entrerà nel mondo del lavoro, per cui non è difficile immaginare quali potranno essere i risultati finali una volta raggiunta l’età pensionistica, atteso che il piano contributivo, essendo iniziato già in età minorile, sarà implementato da una lunga e proficua capitalizzazione.
Mimmo Inzerillo

