Assicurazione: lo scudo anti-stress

da | 12 Feb 2026

Una recente indagine rivela che una consistente moltitudine di persone, di ogni età e genere, vive i propri giorni in una condizione di stress o in uno stato d’ansia permanente, fatto che, nei casi più seri, può anche portare alla depressione od altre turbe simili.

Nel nostro paese come in altri, il disagio psicologico si è diffuso a macchia d’olio e, ciò, è imputabile a più cause, come ad esempio la precarietà economica, il senso di incertezza verso il futuro, la solitudine; sono queste le principali indiziate.

Certamente è una vecchia storia, lontana nel tempo, ma che ha trovato il suo effetto scatenante durante la pandemia che, poi, come un fiume in piena, non è stato più possibile contenere.

Questo fenomeno, se non affrontato, può portare a conseguenze quantomeno drammatiche, non solo sul piano sociale ma, anche, su quello economico.

Ma chi o cosa additare come la vera causa di tutto ciò?

Molto semplicisticamente, viene da pensare che tutto sia da ricondurre alla cronica assenza delle istituzioni, in particolare nell’ultimo decennio,  brillando per non avere affrontato i problemi, omettendo di porvi un argine, come invece avrebbero dovuto.

Un vecchio detto affermava, molto pungentemente, che “quod non fecerunt Barbari fecerunt Barberini”, ciò che non fecero i barbari lo fecero i Barberini, il nobile casato che diede luce al proprio rampollo, poi divenuto Papa Urbano VIII°, il quale, impunemente, violò il Pantheon rimuovendone le travi bronzee del pronao per poi, con le stesse, realizzare, per opera di Gian Lorenzo Bernini, il baldacchino di San Pietro oltre che i cannoni di Castel Sant’Angelo.

Dunque, così come i Barberini si resero colpevoli di autentici atti di distruzione del patrimonio artistico antico, analogamente, i governi che si sono succeduti nel tempo, sono stati egualmente responsabili di avere accresciuto le conseguenze estreme di tanti disastri. Per similitudine, potremmo dire che quei danni che i tanti eventi calamitosi talvolta ci hanno risparmiato, come per un’assurda compensazione, ce li hanno restituiti le istituzioni, non avendo fatto ciò che, invece, avrebbero dovuto fare.

È da questo insieme di cose che deriva il disagio umano e sociale che regna indisturbato nella nostra collettività; quella collettività che subisce la crisi economica, il cattivo funzionamento della sanità, le guerre, la crisi energetica, gli eventi catastrofali.

Le istituzioni in genere (tutte, nessuna esclusa), o meglio le “menti” che le rappresentano, hanno rivelato spesso un intelletto non sempre adeguato alla carica occupata, più interessata ad imporre le proprie idee anziché dedicarsi all’attività per la quale sono pagate.

È proprio per questa ragione che, quando le istituzioni non rispondono alle esigenze dei cittadini, l’unica cosa che si può fare è provvedervi in prima persona, facendo ricorso a quello strumento che si chiama “Assicurazione”, unica ed insostituibile garanzia di sicurezza che permette di trasferire il rischio economico ad una compagnia la quale, poi, si farà carico di ogni onere.

In conclusione, riappropriamoci della nostra sicurezza e serenità per mezzo di questo straordinario strumento il quale, lo si può affermare, occupa un ruolo sociale ed economico fondamentale, perché garanzia di stabilità, perché risarcisce i danni, perché investe i capitali raccolti sostenendo, così, l’economia reale.
Mimmo Inzerillo