Andando un po’ a ritroso, vediamo che, se è vero che i primi contratti di assicurazione sono stati conclusi agli inizi del XIV° secolo, è pur vero che i germi dei due elementi che li costituiscono, ovvero la mutualità ed il trasferimento del rischio, si riscontrano in epoche molto più antiche.
Infatti, la ripartizione dei rischi fra più persone e le associazioni di mutuo soccorso, sono forme rudimentali di assicurazione delle quali si trova traccia in Palestina, in Egitto, nel famoso codice di Hammurabi e in Grecia.
Ma è soprattutto a Roma che tali fenomeni assumono grande importanza. Si pensi, ad esempio, ai “collegia tenuiorum”, associazioni di operai che si proponevano di assistere i soci e le loro famiglie in caso di malattia e di morte o ai “collegia funeraticia” coi quali si fornivano i mezzi per sostenere le spese funebri.
Poi, da allora, tanta acqua è passata sotto i ponti e, facendo un salto nel tempo, arriviamo all’anno 1347 in cui, a Genova, venne sottoscritto il primo contratto assicurativo di cui si abbia conoscenza.
L’Italia, riconosciamolo, pur con il suo irrisolto concetto di unità nazionale, già dal tardo medioevo, ovvero dall’anno 1000 sino alla scoperta dell’America, è stata fucina di innovazione in tutte le arti e nel pensiero.
Ad esso seguì, infatti, quell’irripetibile periodo storico-culturale, conosciuto come “Rinascimento”, sviluppatosi tra il XIV° ed il XVI° secolo, in cui l’Italia fu indiscussa capofila di questo fantastico momento che segnò la nuova idea di “uomo” e lo sviluppo di tutte le arti.
Questo grande fermento fu figlio dell’Umanesimo, ovvero quel movimento che si proponeva di esaltare la centralità dell’uomo, superando la rigida barriera posta, sin lì, dalla concezione religiosa.
Ma partiamo da questo primo contratto di assicurazione sottoscritto a Genova nel 1347. Come detto, si trattava dei primordi di un’assicurazione sui trasporti marittimi, un contratto che la società mercantile medioevale ha voluto per una migliore conduzione delle imprese commerciali.
Le Repubbliche marinare di Genova e Venezia in particolare, costituirono le piazze più fertili per il lancio di questa novità, la quale evidenziava che era soprattutto dal mare che si dispiegava la capacità imprenditoriale di questi nuovi soggetti politici ed economici i quali ricercavano efficaci strumenti contrattuali con cui regolamentare e garantire i rapporti reciproci.
Dunque, dall’antico contratto medioevale di diritto commerciale, specialmente marittimo, regolato da una disciplina giuridica, prende forma l’assicurazione marittima, creazione che, più di tutte, operò un completo cambiamento nell’organismo del commercio.
Questi nuovi strumenti si diffusero, via via, anche in altre nazioni mercantili concorrenti, come la Germania, l’Olanda e l’Inghilterra.
Ma facciamo un altro salto nel tempo e portiamoci nel XVII° secolo dove, nel 1762 in Inghilterra, fu fondata la “Equitable Life Assurance Society” la quale, per la prima volta, usò la moderna scienza attuariale.
Da allora, le assicurazioni del XVII° secolo si mossero in condizioni nuove rispetto al passato: la nascita di Compagnie provviste di grandi capitali per gestire, prevalentemente in regime di monopolio, il settore assicurativo.
Mimmo Inzerillo

