Il continuo susseguirsi di eventi calamitosi di ogni tipo ci ha indotti a intrattenervi, in più occasioni, su questo delicato argomento.
Questa allarmante frequenza di episodi, imputabili in buona parte all’endemico dissesto idro-geologico del territorio, la fa percepire come il “tallone d’Achille” del nostro paese e, proprio per il loro puntuale ripetersi, le istituzioni, attraverso la legge di bilancio 2024, hanno reso obbligatoria l’assicurazione, prima per le grandi impese e poi per le piccole medie imprese, col discusso decreto CAT-NAT.
Va detto che, se da un lato vige tale obbligo per le imprese, dall’altro anche le famiglie dovrebbero, nell’ottica della normale prevenzione e prescindendo da ogni eventuale obbligo (che non c’è), tutelarsi dagli effetti devastanti di tali calamità che, purtroppo, come detto, rientrano ormai nella consuetudine.
I giorni scorsi, la costa sud orientale della nostra isola è stata letteralmente flagellata da questi fenomeni estremi, con conseguenze di ogni tipo, danni incalcolabili, oltre che grandi incertezze sull’intervento delle istituzioni le quali, prendiamone atto, dovranno misurarsi con le scarse risorse disponibili, per cui, fatta questa considerazione, sembrerebbe che l’autotutela sia l’unica strada da seguire.
Tuttavia, i tanti eventi che hanno caratterizzato gli ultimi giorni, non tutti sono previsti dalla polizza CAT-NAT di cui parliamo; ad esempio, sono espressamente esclusi i danni provocati dalle mareggiate, che non coprirebbero, quindi, gli ingenti danni di Aci Trezza e Siracusa. Di contro, sarebbero invece indennizzabili gli altri danni provocati dall’alluvione o da frana.
Come abbiamo visto dalle immagini in TV, questi fenomeni coinvolgono, nella loro natura distruttiva, anche le nostre povere auto che, anzi, sono le prime vittime designate.
Ma c’è la soluzione per rimediare, cioè far estendere le garanzie della polizza RCA anche agli eventi naturali, sempre che la polizza sia comprensiva della garanzia Incendio (gli eventi naturali sono una estensione della garanzia Incendio).
Che dire? Non vorremmo essere ripetitivi, ma la risposta rimane sempre la stessa, ovvero se si vuole affrontare in sicurezza questi eventi sempre più frequenti, le coperture assicurative specifiche sono la panacea.
Nel merito, non si dimentichi che, negli ultimi 50 anni, gli eventi estremi sono cresciuti in maniera allarmante ed il loro impatto economico è stato, a dir poco, devastante sul bilancio del paese.
Dati recentissimi, evidenziano che l’impatto economico di questi disastri, è aumentato di circa 20 volte negli ultimi 15 anni e, ciò, è dovuto anche all’aumento della popolazione e della ricchezza potenzialmente distruttibile (più case, più attività, ecc.).
L’obbligo di assicurarsi contro i rischi catastrofali, dunque, è stato concepito per consentire alle aziende, grandi, medie e piccole, di affrontare le conseguenze di questi eventi, di cui lo Stato non può farsi carico in quanto distoglierebbe preziose risorse finalizzate ad altre pubbliche necessità
A parte l’obbligo per le imprese, non va sottovalutata la grande utilità anche per le abitazioni, non trascurando, poi, un dato significativo fornito dall’ANIA (Associazione Nazionale Imprese di Assicurazione) secondo cui il 78% delle abitazioni italiane è a rischio medio-alto o alto di terremoto e/o fenomeni idrogeologici. Si consideri pure che l’abitazione costituisce la maggior quota di ricchezza delle famiglie italiane (l’80% degli italiani possiede almeno un immobile).
Tuttavia, su questa tipologia di polizze va fatta un po’ di chiarezza, dato che molti italiani, erroneamente, immaginano che in caso di calamità lo Stato si farà carico di tutto; ma non è così in quanto non esiste alcun obbligo delle amministrazioni di provvedere a ciò.
Infine, va pure chiarito che le polizze CAT NAT non devono essere confuse con quelle relative ad altre tipologie di rischi naturali le quali, più che alle caratteristiche sismiche ed idrogeologiche del territorio sono, invece, legate al clima.
In sintesi, l’optimum sarebbe affiancare alla normale polizza per i rischi climatici (pioggia, vento, grandine, trombe d’aria, tempeste e tornadi) le garanzie previste dalla polizza CAT NAT (terremoti, alluvioni, inondazioni, esondazioni, frane), il che davvero garantirebbe una protezione a 360% ( ma sempre escluse le mareggiate e le bombe d’acqua).
Mimmo Inzerillo

