Il tuo patrimonio è in pericolo. Ecco perché.

da | 6 Nov 2025

L’ISTAT (Istituto nazionale di statistica) rende noto che nel nostro paese la ricchezza privata ammonta a circa 10.000 miliardi di Euro e che, tra beni immobili e denaro, ogni cittadino italiano gestisce un patrimonio equivalente a circa 9 volte il suo reddito annuo.

Va da sé che gestire questo patrimonio in maniera inadeguata può compromettere quanto costruito nel tempo al prezzo di grandi sacrifici.

In più occasioni abbiamo sottolineato come questa cattiva gestione sia, il più delle volte, frutto di quella diffusissima forma di analfabetismo finanziario rivelatosi, poi, la causa prevalente di tutti i mali.

È molto frequente il caso di improvvisati “esperti” che si cimentano, pur non avendone le competenze, in temerarie operazioni finanziarie e, costoro, spesso galvanizzati da un episodico risultato positivo, sfidano l’ignoto polverizzando, il più delle volte, quanto fin lì realizzato.

Ma qual è il succo di queste considerazioni? Molto semplicemente, affermare che ognuno deve fare il suo mestiere, nel senso che il medico deve continuare a fare il medico, l’artigiano deve fare l’artigiano, l’avvocato deve fare l’avvocato, non altro. Infatti, gestire i risparmi senza il supporto di un esperto, può portare a scelte rischiose e poco adatte alle aspettative del comune risparmiatore.

Ci si renda conto, una volta per tutte, che certe semplicistiche teorie oggi sono particolarmente insidiose per cui, ovvia deduzione, è opportuno che, come detto, ci si rivolga ad un professionista del settore e non alle improbabili improvvisazioni.

Ricollegandoci all’analfabetismo finanziario di cui sopra, una recente indagine dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) e dell’ISTAT, ha evidenziato che circa il 70% degli italiani non dispone dei rudimenti minimi della cultura finanziaria, ciò significa che chi si riconosce in questo 70%, è bene che non si avventuri in situazioni al di sopra delle proprie conoscenze, nonché diffidi di quelle entità finanziarie, spesso sconosciute, che promettono risultati mirabolanti, come tali, irrealizzabili.

Che fare allora? La risposta è sempre la stessa: rivolgersi a società conosciute e a professionisti del settore di comprovata competenza e serietà.

AXA, una leader del settore, ha messo a punto vari prodotti che potranno dare la risposta più adeguata alla gestione degli investimenti e della previdenza, per cui, le sue soluzioni, consentiranno di avere il controllo del proprio denaro e del proprio patrimonio attraverso strategie profittevoli, mirate alla salvaguardia dello stesso ed anche al suo processo di crescita.

Il tallone d’Achille del risparmio, è risaputo, è l’inflazione e, al riguardo, divaghiamo ricordando le parole del grande attore Ugo Tognazzi che, col suo graffiante umorismo, ne diede un’interpretazione, realissima, secondo la quale “inflazione significa essere poveri con tanti soldi in tasca”. Dunque tanti soldi in tasca ma con scarso potere d’acquisto.

Va sottolineato, quindi, che in un sistema economico normale, l’inflazione, al pari dell’occupazione, della crescita, del commercio, è una variabile sulla quale va sempre posta grande attenzione.

Certamente, tutti ricorderanno che queste criticità si sono accentuate dopo il fallimento della Lehman Brothers, dopo la recessione del 2011 e, dulcis in fundo, dopo il lock down pandemico e la guerra russo/ucraina.

Prima di allora, chi investiva in borsa conseguiva il più delle volte risultati positivi, alimentando ciò un’ondata di euforia irrazionale che, poi, si spense con l’insorgere di tali eventi.

Su questo tema, AXA, attraverso una pianificazione finanziaria corretta, ha previsto che i propri piani di investimento si fondino anche sulla protezione dall’inflazione. Uno straordinario strumento sarebbe l’investimento in azioni ma, lo ripetiamo, i tempi sono cambiati e le oscillazioni del mondo azionario non sono più lineari, a meno che non si opti per un investimento a lungo termine ed evitare il disinvestimento nelle fasi di ribasso, operazione questa che consoliderebbe solo la perdita.

Alla luce di ciò, la scelta di AXA si è orientata sulla diversificazione dell’investimento, suddividendolo in un mix obbligazionario/azionario sulle cui percentuali dovrà decidere l’assicurato secondo la sua propensione al rischio e, questa soluzione, lo evidenziamo, ha soddisfatto appieno le aspettative dei nostri assicurati. Infatti, se da un lato l’investimento è condizionato dalla volatilità dei mercati azionari, dall’altro c’è la stabilità conferita dalla quota di investimento sui fondi obbligazionari, operazione, questa, che ne riequilibra gli effetti mettendo al riparo da sgradite sorprese.
Mimmo Inzerillo