Si parla spesso di prevenzione e della correlazione con l’assicurazione, ma di che si tratta esattamente? La prevenzione consiste in quell’insieme di attività volte ad impedire situazioni di pericolo di varia natura come, ad esempio, nel campo della medicina, tutte quelle azioni atte a ridurre il rischio di contrarre una malattia o, in altro ambito, quelle misure volte a prevenire gli effetti di eventi distruttivi come ad esempio l’incendio.
Dunque, la via più semplice e naturale per difendersi dalle eventualità negative future, è quella della prevenzione che, una volta individuato il possibile rischio futuro, consente, attraverso determinati accorgimenti, di impedire che esso possa manifestarsi.
Tutto ciò, però, non sempre è applicabile in quanto vi sono eventualità future che gli anglosassoni chiamano “acts of God” (atti di Dio), che sono dovute alle forze della natura (vedi terremoti, inondazioni, alluvioni ecc.). In questi casi, se da un lato non si può impedire il verificarsi di un evento, dall’altro si può attenuare o eliminare del tutto i danni che l’evento potrebbe produrre.
Così, ad esempio, se un terremoto non può essere impedito, certamente i suoi danni possono essere ridotti attraverso costruzioni antisismiche.
Va da sé che questa attività non può essere sempre opera di un singolo ma, invero, riguardo agli eventi naturali, della collettività (vedasi costruzione di dighe, di argini, rimboschimenti ed altre opere simili) e ciò tramite lo Stato non potendo il singolo provvedervi autonomamente.
Tuttavia la prevenzione, per quanti progressi possa fare l’opera dello Stato, non può bastare a scongiurare ogni futura eventualità negativa, per cui si è fatto ricorso ad altro procedimento per fronteggiare i rischi laddove la prevenzione non è possibile o non è sufficiente.
Questo procedimento che ha origini assai antiche, è l’assicurazione, la quale non scongiura l’evento temuto o evita il danno che lo stesso può causare, ma trasferisce gli effetti del danno dall’economia direttamente colpita ad un gruppo di economie esposte al medesimo rischio, sicché il danno stesso viene ripartito su una massa di soggetti, incidendo su ciascuno per una modesta entità.
Dunque, il congegno tecnico dell’assicurazione può così riassumersi: un certo numero di persone esposte al medesimo rischio convengono di costituire, mediante versamenti da parte di ciascuna, un fondo comune di entità tale da essere sufficiente per risarcire i danni a quelle fra loro che saranno effettivamente colpite dal rischio (attività assicurativa).
In tal modo, ciascuna, col pagamento di una contenuta somma, si libera dal rischio di subire in futuro un danno, anche grave e, comunque, di incerta entità.
Il congegno assicurativo, in definitiva, è fondato su un concetto associazionistico o di solidarietà tra persone esposte tutte ad uno stesso rischio.
Perché tale congegno funzioni è, però, necessario che si conosca con bastevole approssimazione la probabilità del verificarsi dell’evento futuro (calcolo delle probabilità), in modo da poter stabilire l’entità del fondo comune e, quindi, della somma che ciascuna persona del gruppo (gli assicurati) dovrà versare (il premio assicurativo). Per fare un esempio pratico, se tale gruppo è formato da 100 persone e la probabilità che l’evento possa verificarsi è del 10%, ovvero possa colpire solo 10 persone, è necessario che ciascuna versi una somma pari al 10% del complessivo importo che si intende assicurare, cosicché il totale delle somme versate basterà per pagare i danni alle 10 persone colpite.
C’è da dire, tuttavia, che l’assicurazione, a differenza della prevenzione, non elimina o riduce il danno per la collettività ma solo per il singolo che contro di esso si è assicurato.
Riepilogando, i principi fondanti dell’assicurazione sono la condivisione del rischio ripartito fra più soggetti, l’incertezza dell’evento, l’interesse assicurabile, cioè il legame economico tra l’assicurato ed il bene protetto, il pagamento di un premio.
Su queste basi, poi, all’operazione economica assicurativa consistente nell’inserimento dei singoli rischi assunti dalla Compagnia di Assicurazione in una massa di rischi omogenei, segue la possibilità di calcolo statistico del premio e la neutralizzazione del rischio, cosicché il rischio individuale viene trasformato in un rischio collettivo.
In conclusione, cari lettori, possiamo senz’altro affermare che la prevenzione è fondamentale ma, tuttavia, nel caso di “acts of God”, ovvero eventi eccezionali come il terremoto o l’alluvione, gli effetti possono essere solo attenuati, di contro l’assicurazione nulla può fare per contenerne gli effetti diretti ma, certamente, può annullarne gli effetti economici, anche nella loro totalità.
Mimmo Inzerillo

