Il mondo WEB, come sappiamo, è un complesso sistema di documenti e contenuti multimediali interconnessi tra di loro e al quale è possibile accedere tramite la rete internet.
Indubbiamente è una grande inestimabile innovazione che ha portato enormi benefici che migliorano la comunicazione nonché il lavoro favorendo un agevole accesso all’informazione.
In pratica azzera tutte le distanze e permette di comunicare in tempo reale con chiunque nel mondo, sia con le videochiamate e le chat o con le email.
Questo straordinario mondo che, ormai, si è inserito a pieno titolo nella nostra vita, nella pratica ha abbattuto tutti i confini ma, tuttavia, presenta anche degli aspetti negativi che destano grande preoccupazione; parliamo degli attacchi cyber, del cyberbullismo, eventi messi in opera dai famigerati hackers, ovvero quegli esperti di informatica che usano le loro grandi capacità tecniche per modificare o superare fraudolentemente le difese di sistemi e programmi.
Insomma, se la rete ha portato tanti vantaggi nella vita di tutti i giorni, di contro è indispensabile saper gestire in maniera prudente le eventuali conseguenze di un approccio sbagliato a detta grande risorsa.
Proprio da un approccio sbagliato a questo mondo possono conseguire le frodi digitali ed il rischio cyber che costituiscono una croncreta minaccia per furti di denaro, per la violazione di dati personali o blocchi operativi per l’uso malevolo della tecnologia, cioè il cosiddetto «malware», ovvero quel maldestro programma informativo volto a disturbare le operazioni svolte dall’utente di un computer.
L’evoluzione di questa attività criminale trae origine da un vero e proprio mercato nero che permette a tali organizzazioni la compravendita di dati personali.
Solitamente quest’attività si manifesta attraverso l’invio di SMS o di email ingannevoli a nome di banche o corrieri che hanno l’obiettivo di rubare password o codici OTP, facendo leva sull’urgenza e facendo sì che l’utente meno smaliziato cada inevitabilmente nel tranello.
Questa subdola attività, per non permettere di individuarne il mittente, viene mascherata con la falsificazione del numero di telefono o del mittente stesso dell’email.
I rischi di un attacco informatico non riguardano solo il comune cittadino ma, anche, le aziende le quali, per contrastarli, sono chiamate a condurre un’analisi del rischio ed una attenta valutazione degli effetti di un potenziale attacco cyber, rivolto soprattutto all’aspetto operativo, finanziario, legale e reputazionale.
Difatti, i rischi più temuti dalle imprese, sono le interruzioni operative nonchè tutto ciò che riguarda l’accessibilità, l’integrità e la confidenzialità dei dati. Un attacco cyber non riguarda soltanto la continuità dell’attività e la violazione dei dati ma, anche, il danno reputazionale i cui effetti possono influenzare negativamente la percezione dei clienti, degli investitori e del pubblico in generale.
Alla luce di tutto ciò, non diamo suggerimenti sugli accorgimenti da adottare per arginare questo inquietante fenomeno ma possiamo, invece, suggerire la soluzione ad hoc per arginarne, quantomeno, gli effetti economici, ovvero la polizza «Cyber Risk».
Si pensi che, solo nell’ultimo anno, questo deplorevole fenomeno è cresciuto del 24% rispetto all’anno precedente, il che deve indurre a riflettere. Dunque, proteggere le persone, le famiglie, le aziende da tutti quei rischi legati all’uso di internet, smartphone e dispositivi digitali, rappresenta una necessità reale.
Le principali misure di contrasto riguardano principalmente il furto di identità, con un’assistenza legale e supporto per riappropriarsi dei propri dati personali o finanziari, una tutela in caso di acquisti online non conformi o truffe su internet, un supporto contro la lesione dell’immagine e la diffamazione sui social ed il cyberbullismo e, infine, un aiuto tecnico per la rimozione di virus o il ripristino di file compromessi.
Per tutto ciò, gli ambiti di una polizza «cyber risk» possono così riassumersi:
– copertura dei costi per recuperare o ricostruire file, software e hardware compromessi
– indennizzo mancata produzione (per le aziende) o maggiori costi di gestione durante il blocco dei sistemi
– finanziamento di esperti di crisi e supporto per l’eventuale riscatto
– con la garanzia RCT risarcimenti dovuti a clienti o fornitori per il furto o la perdita dei loro dati personali
– rimborso per procedimenti legali o sanzioni amministrative (se assicurabili).
Questa attività illegale si avvale, poi, di un valido alleato, cioè dell’intelligenza artificiale (IA) che, come sappiamo, può conferire ad un dato sistema di rivelare capacità tipicamente umane, consentendo di creare e diffondere, fraudolentemente, video, audio o immagini manipolate.
Per concludere, è innegabile che la rivoluzione digitale ha portato enormi vantaggi ma, è altrettanto vero, che occorre avere maggiore consapevolezza dei possibili rischi; è necessario, dunque, dotarsi di sistemi di sicurezza che diano protezione da eventuali minacce nonchè di una polizza «cyber risk» a tutela degli effetti di natura economica, unici efficaci strumenti di contrasto.
Mimmo Inzerillo

