Assicurazione: Cosa paghi davvero?

da | 12 Set 2026

Spesso ci si chiede quali criteri vengono osservati dalle imprese di assicurazione per lo sviluppo delle tariffe dei vari rami assicurativi.

Ebbene, le imprese si basano essenzialmente sul calcolo del profilo di rischio, ovvero sulla stima della probabilità che un determinato evento possa verificarsi in un determinato territorio ed in un determinato periodo di tempo, nonché sulla presumibile entità del risarcimento.

L’attività assicurativa opera a ciclo produttivo invertito, ovvero l’incasso dei premi avviene prima dell’erogazione della prestazione per cui, nello stabilire le proprie tariffe, deve essere certa che i premi che incassa siano sufficienti a far fronte ai sinistri futuri. Tuttavia, l’impresa non sa con certezza quanto dovrà erogare in termini di sinistri, dato che, detta prestazione è, per sua natura futura ed aleatoria e, quindi, incerta, indi, per superare questa incertezza, dovrà ricorrere a tecniche attuariali che consentiranno di prevedere il costo dei sinistri futuri.

L’elemento base per procedere a tali stime previsionali è dato dalle rilevazioni statistiche riferite a periodi annuali, proprio perché l’osservazione su base annua dei fenomeni dà maggior attendibilità.

Nella pratica, se quella determinata tipologia di rischio, in un dato periodo di tempo resta immutato o, comunque, suscettibile di modeste variazioni, non ci saranno ripercussioni sulla tariffa, mentre ove dovesse subentrare un notevole modificarsi della frequenza statistica, essa sarà suscettibile di variazioni rapportate all’intensità di questi nuovi eventi.

In genere, è rilevata una maggiore stabilità, nel tempo, dei premi relativi alle assicurazioni Vita, mentre più variabili, per ovvi motivi, sono quelli riguardanti le assicurazioni danni i quali, poi, presentano una maggiore differenziazione riferita alla discriminazione dei rischi adottata dalle singole imprese nei vari rami.

I premi possono essere riveduti, oltre che per variazioni intervenute nella frequenza dei sinistri anche per subentrate variazioni nei costi di gestione e, per quanto riguarda quest’ultimo caso (variazione costi di gestione), va notato che col crescere della produttività aziendale l’incidenza dei costi di gestione tende a diminuire e, quindi, a determinare una riduzione dei premi lordi.

La determinazione dei premi, in linea di massima, tende ad essere uniforme o, comunque, simile fra le singole imprese, ciò in quanto gli elementi tecnici che li hanno determinati sono, sostanzialmente, gli stessi per le varie imprese in quanto operanti nello stesso territorio e ricorrenti alle medesime fonti statistiche.

Tuttavia, dette fonti statistiche non escludono le particolari specifiche esperienze delle singole imprese che, di conseguenza, potranno portare a rettifiche delle fonti statistiche generali.

Indipendentemente da ciò, potranno subentrare delle diversità tra imprese e imprese per quanto concerne gli elementi amministrativi del premio, nei quali si rifletterà la maggiore o minore efficienza organizzativa delle predette.

Tutto ciò determinerà che le imprese meglio organizzate avranno dei costi di gestione minori e che, quindi, i loro premi lordi saranno più bassi e, in aggiunta, potrà influire anche la politica generale di gestione dell’impresa.

In via generale, onde mitigare una troppo accesa concorrenza, sono frequenti degli accordi tra le imprese più grandi allo scopo di stabilire dei tassi lordi minimi al di sotto dei quali ciascuna impresa partecipante all’accordo si impegna a non assumere assicurazioni.

Dunque, abbiamo visto come lo sviluppo delle tariffe avviene attraverso modelli attuariali, moltiplicando la probabilità che un dato evento si verifichi per il suo costo medio a cui, poi, vanno aggiunti i costi di gestione, le spese di distribuzione e le imposte; purtuttavia possono intervenire altri fattori che, poi, modificano il prezzo finale in quanto legati a parametri di rischio specifici come, nel caso dell’assicurazione RCA, il profilo personale (età, sesso, professione, stato di famiglia, anni di patente), lo storico assicurativo (classe di merito, attestato di rischio), modello e cilindrata auto, zona geografica, massimali ed eventuali franchigie o scoperti.

Tutto ciò evidenzia l’attività che viene svolta dalle compagnie per la determinazione delle tariffe per cui, quando ci troviamo difronte a soluzioni troppo vantaggiose in termini di costi, in genere dopo aver consultato offerte assicurative online, allora deve costituire un campanello di allarme. Infatti, c’è da porsi una domanda: com’è possibile che le Compagnie più conosciute ed affidabili per assicurare un bene X chiedano 100 (tra di loro le differenze sono minime) mentre talaltre, spesso sconosciute, possano chiedere anche meno del 50%?

Non vi fa sospettare tutto ciò? Non entriamo nel merito di tali situazioni anche se, tuttavia, ci sentiamo in dovere di  consigliarvi di aprire gli occhi e, soprattutto, di informarvi sulla affidabilità di certi siti. Tali precauzioni non costano nulla e, del resto, un vecchio detto afferma che prevenire è meglio che combattere. 

Proprio per porre un argine a questo fenomeno dei siti irregolari, l’IVASS dispone sistematicamente il loro oscuramento per cui, cosa da fare prima di acquistare un’assicurazione o di investire, è controllare sui registri ufficiali di CONSOB e IVASS se tali intermediari sono autorizzati, tenendo ben presente che l’IVASS aggiorna con cadenza settimanale la lista di detti siti. Ove non se ne trovasse traccia, evitare di proseguire nell’operazione in quanto la truffa è certamente in agguato. Infine, un’altro particolare che deve indurre alla massima prudenza è quando si richiedono pagamenti su carte prepagate o ricaricabili o, ancora, quando viene utilizzata una messaggistica istantanea (WhatsApp). Ricerca del risparmio senz’altro ma massima prudenza!
Mimmo Inzerillo