Quando aggiornare la tua polizza?

da | 20 Giu 2026

Allorquando si parla di tutela dei propri beni o della propria persona, non basta stipulare una polizza e pensare di avere definitivamente risolto ogni problema; proteggere i propri beni, come pure la propria persona, stipulando una polizza assicurativa è certamente un atto responsabile, fatto all’insegna della cosiddetta “razionalità”, giacché essere razionali, è il più efficace rimedio contro gli imprevisti che la vita quotidiana può riservarci.

Tuttavia, come detto, stipulare una polizza assicurativa e poi adagiarsi sugli allori ritenendo di avere dato soluzione al problema non basta.

Al riguardo, poniamo il caso di una polizza multigaranzia stipulata da anni, i cui massimali fissati per le varie garanzie (incendio, furto ecc.), dopo due o tre anni, potrebbero non essere più adeguati ai nuovi valori  necessitando, quindi, di un aggiornamento. 

Su questo tema, recentemente, evidenziavamo l’importanza di monitorare la nostra polizza e, in particolare, i massimali onde non incorrere in sgradite sorprese come, ad esempio, quello della “sottoassicurazione”  che vedrebbe l’indennizzo ridotto per via della cosiddetta “regola proporzionale”. 

Ciò non deve sorprenderci in quanto risponde ad un preciso concetto di “equità”, infatti assicurarsi per una somma inferiore al valore reale del bene significa, poi, essere indennizzato in misura proporzionale alle somme assicurate. Non va dimenticato che la polizza non costituisce un costo passivo ma, bensì, uno strumento attivo di gestione del rischio e, in quanto tale, impone di proteggere il proprio capitale da ogni eventualità.

Se le somme assicurate erano adeguate all’atto della sottoscrizione del contratto potrebbero non esserlo più dopo qualche anno.   

Analogo discorso anche nei casi di cambio casa o città. Infatti, fattori come la zona, le mutate caratteristiche del fabbricato a seguito di una radicale ristrutturazione, i mezzi di chiusura, la città, influiscono in modo esponenziale sul costo finale della polizza. Questa regola, ovviamente, vale anche per le polizze a tutela della persona.

Ad esempio, se il titolare di una polizza infortuni, successivamente alla stipula ha cambiato attività che, magari, comporta maggiore esposizione a rischi, detta deve essere riformulata di sana pianta in quanto i massimali, la classe rischio ed il relativo costo risultano non più in linea con la nuova situazione. 

L’assicurazione è fondamentale ma va gestita con attenzione sulla base di ogni eventuale cambiamento. La maggior parte delle compagnie, all’atto della stipulazione del contratto, inseriscono in polizza la clausola di indicizzazione, per effetto della quale i valori assicurati vengono automaticamente adeguati in base a precisi parametri di riferimento come, ad esempio, il tasso di inflazione. Tuttavia questo correttivo potrebbe non bastare e riferito, peraltro, solo ai massimali per cui, inevitabilmente, il da farsi resta sempre quello della “rivisitazione” periodica della polizza; sostanzialmente una sorta di check-up che ci consente di essere sempre protetti al meglio.

La nostra vita cambia velocemente e nuove abitudini, nuovi acquisti, nuove situazioni o cambiamenti importanti, anche in ambito famigliare, possono influenzare le coperture in corso, per cui, si scusi l’ennesima ripetizione, va verificato se la nostra polizza copre tutto ciò che ci serve, se l’assicurazione della casa è aggiornata rispetto ad eventuali ristrutturazioni o nuovi beni, se la nostra polizza sanitaria riflette le necessità e le realtà attuali.

Ultima cosa, pure importante e sempre nell’ottica della razionalità, si tenga d’occhio il budget famigliare ricordando che una pianificazione finanziaria equilibrata destina, indicativamente, tra il 5 ed il 7% del proprio reddito annuo alle coperture assicurative essenziali; non si dimentichi questo dato perché, a parte la RCA obbligatoria, l’assicurazione, ai tempi d’oggi, è un elemento fondamentale da cui non si può prescindere e di cui non si può fare a meno.
Mimmo Inzerillo